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Sostituzione Protesi Mammarie

Sostituzione Protesi Mammarie

Sostituzione delle Protesi Mammarie a Napoli e Roma

Le motivazioni che possono spingere alla sostituzione delle protesi mammarie possono anche essere altre e diverse: desiderio di incrementare ulteriormente il volume del proprio seno o (meno frequentemente) di ridurlo, oppure rimediare ad un intervento eseguito imperfettamente; duole riconoscere che quest’ultimo motivo è oggi piuttosto frequente.

Sostituzione Protesi Mammarie

Sostituzione delle Protesi Mammarie a Napoli e Roma

  • Le prime protesi mammarie
  • Le porotesi mammarie moderne
  • Le motivazioni che spingono alla sostituzione delle protesi mammarie
  • Quando sostituzione delle protesi mammarie
  • Sostituzione della protesi senza modifica la tasca
  • Sostituzione della protesi con modifica della tasca

  • Le prime protesi mammarie

    Le protesi impiantate alcune decenni fa nelle prime mastoplastiche additive erano ben diverse da quelle utilizzate oggi sia per la natura dei materiali impiegati che per la tecnologia adottata.

    Quelle più comuni erano a cosiddetta superficie liscia: l’involucro esterno era infatti liscio e trasparente e permetteva di vederne il contenuto in gel di silicone. Anche la consistenza al tatto era lontana, più artificiale di quella attuale e più frequente era il rischio di poter indovinare la protesi per l’innaturale formazione di pieghe o grinze, o di capsula peri-protesca (una sorta di cicatrice che avvolge le protesi rendendole dure e ferme al tatto) che compromettevano irrimediabilmente la naturalezza del risultato estetico. Con gli anni inoltre non era affatto infrequente la rottura spontanea per logoramento con conseguente fuoriuscita del silicone liquido in esse contenuto.

    Per concludere questo “nero” elenco di imperfezioni, anche la durata nel tempo non era facilmente prevedibile soprattutto per mancanza di accurati dati statistici e studi clinici approfonditi, cosa per la quale, in genere, si consigliava prudentemente la loro sostituzione ogni dieci anni circa. Le cose, inutile dirlo, sono enormemente cambiate da allora: chi si sottopone oggi a questo intervento sa che sarà probabilmente per la vita e che non dovrà più essere ripetuto.

    Le porotesi mammarie moderne

    Le moderne protesi mammarie, almeno quelle prodotte dalle aziende più serie, sono notevolmente diverse dalle prime, a partire dall’aspetto: la superficie appare morbida e vellutata al tatto (tecnicamente si parla di “testurizzazione”), consistenza è tanto pastosa e uniforme da ricordare pienamente quella di una normale mammella, l”invisibilità” nei tessuti è quindi maggiormente evidente.

    Per questo motivo, sulla base certo di innumerevoli studi e ricerche che nel frattempo sono fioriti ovunque nel mondo, le case produttrici si sono spinte a garantirne la durata nel tempo indefinitavamente (per completezza confermiamo che il dubbio che le protesi mammarie potessero essere in qualche modo causa di gravi malattie sistemiche e’ definitivamente tramontato grazie ad accurate ricerche mediche).

    Tranquillizziamo a questo punto le pazienti che siano portatrici delle prime protesi mammarie… Anche nell’ipotesi peggiore, di fuoriuscita cioè di silicone liquido per rottura spontanea dell’involucro,non vi è alcun serio pericolo per la salute: questo rimane infatti confinato nella cavita’ che accoglie la protesi e l’organismo stesso provvede a crearvi tutt’intorno una resistente e spessa barriera di tessuto fibroso che lo isola dai tessuti sani circostanti impedendone la migrazione in altri distretti. I sintomi più caratteristici, anche se non costanti, sono infiammazione, indolenzimento o dolore locale, eventualmente diffuso all’ascella corrispondente, indurimento, distorsione più o meno evidente della forma della mammella, asimmetria (questi ultimi rappresentano abitualmente il primo segnale che spinge a consultare un medico specialista).

    Confermiamo comunque che il silicone liberato, per qualsiasi ragione, dalla rottura di una protesi mammaria non ha nulla a che vedere, da un punto di vista patologico, con il silicone liquido infiltrato direttamente nei tessuti, vero delitto contro la persona perpetrato ancora oggi si spera occasionalmente da personaggi senza scrupoli né professione.

    La diagnosi può essere spesso posta sulla base dei soli dati clinico-anamnestici eventualmente confermata per dirimere ogni dubbio da esami diagnostici quali ecografia, mammografia o, meglio ancora, risonanza magnetica. Diventa a questo punto necessario sottoporsi ad intervento chirurgico per rimuovere eliminare con la massima accuratezza ogni traccia del silicone fuoriuscito, rimuovere le vecchie protesi, asportare il tessuto fibroso in eccesso, responsabile della distorsione della forma delle mammella.Verranno infine impiantate le nuove protesi mammarie scelte con precisione insieme alla paziente, prima dell’intervento.

    Le motivazioni che spingono alla sostituzione delle protesi mammarie

    Le motivazioni che possono spingere alla sostituzione delle protesi mammarie possono anche essere altre e diverse: desiderio di incrementare ulteriormente il volume del proprio seno o (meno frequentemente) di ridurlo, oppure rimediare ad un intervento eseguito imperfettamente; duole riconoscere che quest’ultimo motivo è oggi piuttosto frequente.

    La legislazione italiana, a differenza per esempio di quella francese, consente a chiunque in possesso della sola laurea in medicine di eseguire ogni tipo di intervento, anche di chirurgia estetica. La mancanza di preparazione specifica e l’assenza di qualunque controllo dei requisiti minimi hanno inevitabilmente provocato un tale “annacquamento” professionale del settore e un tale deterioramento del prestigio della nostra specialità da indurre il Ministero della Salute ad attivarsi per provvedere con leggi specifiche ad una migliore regolamentazione.

    Quando sostituzione delle protesi mammarie

    La sostituzione della protesi mammarie è consigliabile:

    - Nel caso in cui dopo indagini di controllo (ecografie, mammografie e risonanze magnetiche) vi sia il sospetto che le protesi siano deteriorate (trasudamento, pieghe o rottura).

    - Dopo 20 anni comunque anche senza indagini particolari si consiglia di prendere in considerazione la sostituzione. Le ultime generazioni di protesi hanno una durata anche più lunga.

    - Dopo 10-15 anni il fisico della paziente ha subito dei mutamenti, è ingrossata e quel seno che era adatto al suo fisico di allora, adesso sembra piccolo.

    Sostituzione della protesi senza modifica la tasca

    Per sostituire la protesi, senza modificare la tasca (lo spazio che contiene la protesi) e inserire delle protesi nuove l’intervento ha una durata di 30 minuti.

    La paziente viene sedata e si esegue un’incisione di 2,5/3 cm nel punto esatto della vecchia cicatrice. Si apre la tasca e si toglie la protesi, dopo tutti i controlli del caso si inserisce la nuova protesi e si richiude l’incisione.

    Sostituzione della protesi con modifica della tasca

    Per modificare la tasca che contiene la protesi, in caso si voglia aumentare il volume del seno o modellare la forma, l’intervento richiede una durata di 45-60 minuti.

    L’operazione è simile al precedente, ma una volta tolta la protesi vengono realizzate le incisioni del caso per modificare o ingrandire la tasca stessa, ad esempio incisioni a petalo di rosa, per si inserire nuovamente la protesi.

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